ATTIVITA' DI RICERCA - AMBITO CLASSICO
Materiali preistorici di Iasos in Caria
 (Prof. Mario Benzi e Dott. Giampaolo Graziadio )
 

Il centro antico di Iasos è situato in Caria sulla costa egea della Turchia, in corrispondenza del villaggio moderno di Kiyikislacik. La città antica sorgeva su un'isoletta rocciosa, oggi unita alla terraferma, di metri 900 x 450 con un'altezza massima di 80 sul livello del mare. Gli scavi dell'abitato antico, effettuati dal 1960 agli anni'80 dalla Missione Archeologica I italiana diretta dal Prof. Doro Levi e da Clelia Laviosa, mostrarono fin dalle prime campagne che il sito era stato più o meno continuativamente occupato dal periodo neolitico fino all'età bizantina. Colonia argiva, la città ha avuto una lunga e gloriosa storia. Il nome Iasos è attestato per la prima volta nel 450 a.C. nella lista dei tributi della lega Attica, nel 412 a.C. il centro fu distrutto dalla flotta spartana e nel 405 a.C. da Lisandro; dopo il trattato di Antalcida nel 387 a.C. passò sotto il dominio di Hekatomnos. La città fu liberata da Alessandro il Grande e nel 129 a.C. divenne parte, come l'intera Caria, della Provincia Romana di Asia.
Tra i vari gruppi di studiosi che collaborano allo studio dei materiali pertinenti a epoche diverse, alcuni componenti del Dipartimento (Prof. M. Benzi, Dott. G. Graziadio e la dottoranda Dott.ssa I. Morabito) partecipano al progetto B.A.C. I. (Bronze Age Carian Iasos), che è finanziato dall' Institute of Aegaen Prehistory ed è finalizzato allo studio e all'edizione dei livelli dell'Età del Bronzo di Iasos. Il progetto prevede la collaborazione tra l'Università di Pisa, quella di Bristol (N. Momigliano) e l'Istituto per gli Studi Micenei ed Egeo-Anatolici di Roma del C.N.R. (Arch. Paolo Belli), sotto l'egida della Missione Archeologica Italiana di Iasos guidata dalla Dott.ssa Fede Berti.
Gli scavi di D. Levi e C. Laviosa fornirono già numerose prove di stretti contatti tra il sito di Iasos e il mondo egeo durante l'Età del Bronzo, in particolar modo nel campo della tecnica edilizia che presenta analogie con l'architettura neopalaziale minoica e soprattutto nella cultura materiale caratterizzata da importazioni da varie aree dell'Egeo (Creta, Continente, Isole) e da evidenti influenze sulla ceramica locale. Solo una minima parte del materiale è stata però oggetto di pubblicazioni preliminari, mentre la stragrande quantità dei reperti è del tutto inedita. Dopo due campagne di studio il riesame di buona parte delle ceramiche conservate nei magazzini della Missione ha consentito di individuare collegamenti con l'Egeo Sud-Orientale evidenziati da ceramiche con decorazione chiara su fondo scuro del Tardo Bronzo/Tardo Minoico I e nel contempo di isolare ceramiche locali di evidente ispirazione egea pertinenti alle fasi più avanzate del Tardo Bronzo in cui si stabiliscono saldi rapporti con il mondo miceneo. Una scoperta interessante è stata infine effettuata a seguito dello studio della struttura chiamata Edificio B, in cui, tra due livelli della prima fase del Tardo Bronzo, è stata rilevata la presenza di uno strato, che in alcuni punti raggiunge lo spessore di cm. 20, costituito da cenere vulcanica che le prime analisi confermano derivare dall'eruzione del vulcano di Santorino.