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Visitare la Siria
equivale a tuffarsi nella storia più antica e remota,
significa ritornare sulle rive di uno dei fiumi più importanti
nella cultura dell'Asia Occidentale e dell'Europa: l'Eufrate,
che col Tigri racchiudeva la Mesopotamia, il luogo dove gli uomini
crearono i primi insediamenti urbani ed impararono, fra il IV°
ed il III° millennio a.C., a coltivare la terra. La Mesopotamia
è la culla di numerose civiltà, di regni durante
i quali si sviluppò la scrittura ed iniziò un grandioso
processo di sviluppo umano, politico, economico. Le origini si
devono ai Sumeri, una popolazione giunta dall'Oriente, sostituiti
poi da Accadi, Amorrei, Elamiti, Assiri, Babilonesi e Persiani,
coi quali il ruolo della Siria divenne politicamente secondario,
ma ebbe la rivincita con la diffusione dell'aramaico, la sua
lingua, in tutto il Medio Oriente. I Persiani stuzzicarono la
Grecia, provocando la reazione di Alessandro Magno che entrò
a Babilonia; il suo regno indebolito divenne facile preda di
Roma. I Romani istituirono la grande provincia di Siria, che
durò a lungo e lasciò numerose tracce ancora visibili
oggi a Palmira, Apamea e Dura Europos. Seguì l'avvento
dell'Islam e la capitale venne spostata a Damasco. Quando i musulmani
distrussero il Santo Sepolcro il papa dette inizio alle guerre
sante e orde di Cavalieri Crociati raggiunsero la Siria per difendere
il cristianesimo. I Crociati portarono distruzione e morti, ma
lasciarono una serie di fortezze di stile medievale europeo arricchito
da decorazioni orientali, di cui sono esempi il Krak dei Cavalieri
e la cittadella di Aleppo. I Mamelucchi sconfissero i Crociati,
furono presto sostituiti dai Turchi Ottomani che restarono in
Siria per più di tre secoli, fino al 1841. Seguì
un periodo di grande confusione, alla quale si pensò di
porre termine chiedendo un intervento ai capi di stato europei
quali mediatori fra le fazioni religiose. Gli "aiuti"
europei erano chiaramente interessati, tanto da trascinare la
regione nella Prima Guerra Mondiale, a seguito della quale la
Siria venne spartita in protettorati francesi e inglesi. La situazione
perdurò poco, poiché Siria, Stato Alawita e Stato
del Jebel Druze nel 1946 si riunirono e ottennero l'indipendenza,
messa a dura prova da vari colpi
di stato, da contrasti coi colossi europei, dalla Guerra dei
Sei giorni del 1967, più recentemente dai rapporti col
vicino Iraq e con la Guerra del Golfo che l'ha vista indirettamente
protagonista, tanto quanto le mediazioni araboisraeliane. La
capitale della repubblica siriana è rimasta Damasco, posta
su una incantevole e verdissima oasi nel desertico sud del Paese.
Damasco è divisa in due parti: il vecchio centro, con
la cittadella, la Grande Moschea, le scuole coraniche ed i souk
animatissimi, e la parte nuova, più anonima, con pochi
monumenti ma un paio di musei interessanti che riuniscono reperti
archeologici e testimonianze artistiche. A sud di Damasco si
trova il Gebel Druso, il massiccio montuoso punteggiato da paesini
fortificati, cittadine dall'illustre passato, veri gioielli architettonici.
Altrettanto bella è la costa sul mar Mediterraneo, che
alterna le spiagge riposanti alle antiche vestigia fenicie, arabe,
romane, crociate di Latakia, Ugarit, Marqab. Se si è disposti
a viaggiare nel deserto per recarsi al confine con l'Iraq, ci
si può dirigere verso Palmira, ed oltre ancora verso la
fertile valle dell'Eufrate, per scoprire Mari e Dura Europos,
con scavi archeologici ancora in corso. Altra splendida vallata
è quella del fiume Oronte, sulle cui sponde si trovano
la storica Aleppo, Ebla, la città ritrovata recentemente,
l'immensa Apamea. Andare in Siria è anche un po' ricercare
le proprie radici, ripercorrere la propria storia, sfogliare
con la memoria le immagini dei primi libri avuti per le mani
da bambini. Qui c'è la possibilità di scoprire
dal vivo la Mezzaluna fertile, le tavolette con le iscrizioni
incomprensibili, il castello del Saladino e quello di Lawrence
d'Arabia, vedendo realizzato ciò che poteva sembrare solo
frutto della fantasia e dell' immaginazione. |