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Aleppo è la seconda città
siriana per importanza e per grandezza, si trova nel settentrione
del Paese ed ha un passato talmente intrigante da non riuscire
talvolta a distinguere la realtà dalla leggenda. La sua
posizione proprio all'incrocio della Mezzaluna Fertile con la
strada che conduce dal deserto alla catena di monti lungo la
costa, punto di unione tra il basso corso del fiume Oronte e
la valle del fiume Eufrate, le ha permesso sin dai tempi più
remoti di essere attivissima negli scambi e nei commerci, di
usufruire - nel bene e nel male - del passaggio di popolazioni
diversissime fra loro. Ad Aleppo sono stati rinvenuti resti che
fanno risalire la sua nascita al III° millennio a.C. Nel
XVII° secolo a.C. Aleppo fu capitale del grande regno di
Yamhad, al centro di commerci che includevano la Mesopotamia,
l'Anatolia e il Mediterraneo. Venne presa dagli Ittiti, poi dagli
Urriti, dagli Egizi e tornò sotto il dominio ittita. Seguirono
le invasioni degli Assiri, dei Babilonesi, dei Medi e dei Persiani,
finché Seleuco Nicatore non la fondò col nome di
Boroea. Prima distruzione ad opera dei Persiani che la sottrassero
ai Bizantini, i quali riuscirono a riconquistarla ed a ricostruirla,
questa volta sotto Giustiniano che la volle più forte
e inattaccabile dietro alte mura. La venuta degli Omayyadi fu
positiva, poiché la arricchirono di monumenti, ma subentrarono
nuovamente i Bizantini nel 962 che la rasero al suolo. Di nuovo
araba tra il 1146 ed il 1174 Aleppo venne modificata, più
o meno come si presenta oggi. Furono costruite la Cittadella,
la Grande Moschea, scuole coraniche e tanti souk, tutto cinto
da alte e forti mura, che la difesero dai successivi attacchi.
Nel 1822 si verificò un grave terremoto che uccise il
sessanta per cento della popolazione; nemmeno ciò scoraggiò
i suoi abitanti, i quali risorsero per consegnare all'inizio
del secolo un grande polo dell'industria tessile, il più
importante della Siria. Ancora oggi la Cittadella appare circondata
da un ampio fossato, racchiusa entro i bastioni che si aprono
in un solo, magnifico portone, decorato con serpenti intrecciati,
teste di leoni e iscrizioni cufiche, e seguito da cinque porte
blindate disposte a zigzag. Nella Cittadella sono ancora visibili
le tracce del terremoto, che i restauri non hanno del tutto sanato.
Si possono visitare la Piccola e la Grande Moschea, parti del
Palazzo reale ed i bagni pubblici. Di grande suggestione è
la Medina di Aleppo, la città araba imperniata sul souk
coperto, affascinante intreccio di stradine dagli odori e dai
colori caratteristici. Lì vicino sorgono l'antica madrasa
al -Muqaddamiyah, la più antica scuola coranica di Aleppo,
la Moschea Baharamiyah e il Khan al-Jumruk, il massimo caravanserraglio
dell'antica città. Accanto al souk, a sinistra, si erge
la Grande Moschea, fondata ai primi tempi dell'Islam e più
volte ricostruita, tanto che oggi si presenta con un'influenza
architettonica di chiara origine mamelucca, solo il minareto
è originale e risale al 1090. Un luogo molto suggestivo
ad Aleppo è il quartiere al-Jadidah, residenza della ricca
borghesia cristiana di origine armena, dove le case sono finemente
decorate e sorgono spesso al centro di ampi giardini curati ornati
anche da grandi vasche. Qui si trovano alcuni negozi di antiquariato
e molte chiese cristiane. Se si visita Aleppo non si può
mancare di andare al museo archeologico, vicinissimo alla stazione
dei pullman, che illustra 5.000 anni di storia siriana e mediorientale.
Vi sono esposte la celebre statua della dea con vaso dalle acque
zampillanti proveniente da Mari, le tavolette incise a caratteri
cuneiformi di Ebla, sculture aramaiche di Tell Halaf, ma anche
resti provenienti un po' da tutto il Paese, tra i quali sculture
neo-ittite, avori, gioielli d'oro di antichissima fattura e tanto
altro ancora, un vero e proprio tesoro da non perdere. Aleppo
è uno dei luoghi più interessanti della Siria,
piena di storia e di ricordi, una vera e propria esplorazione
del passato. E' fortemente araba, per l'architettura e per i
suoi usi, e risulta pertanto molto vivace, suggestiva, colorata
e densa di atmosfera. |
La piana del Jazr, importante crocevia
tra Antiochia ed Aleppo, occupa un basso bacino alluvionale del
settore nord-orientale della provincia di Idlib, interamente
votato, oggi come nel passato, all'agricoltura e popolato di
villaggi, fattorie e fortezze. La regione corrisponde alla Nukhashe
delle fonti ittite e siriane del XIV-XIII secolo a.C. ed alla
Lukhuti/Lu'ash delle fonti assire ed aramaiche del I millennio.
Nel Medioevo, secondo lo storico Ibn Shaddad, faceva parte del
Jund di Qinnisrin.
Tell Afis ne fu il primo centro protourbano fortificato e in
momenti diversi la capitale regionale. Lo storico arabo Ibn al-Qalanisi
ne ricorda l'ardua conquista da parte di Nur ed-Din, nell'aprile
del 1153 (548 Egira). Nel 1616 vi si fermò il viaggiatore
umanista Pietro della Valle. Nel 1903 il console francese H.
Pognon vi rinvenne i frammenti di una stele, oggi conservata
al Louvre, con l'immagine di un sovrano drappeggiato ed una lunga
iscrizione aramaica che permise di identificare Tell Afis nella
città di Hazrek, capitale nell'800 a.C. Dedicata al dio
Iluwer, la stele ricorda come, con il favore del dio Baalshamin,
Zakkur, re di Hamath e Lu'ash, liberò la città
dall'assedio di una coalizione di re siriani, tra cui il re di
Aram, Bar-Hadad, vantandone poi la ricostruzione delle mura e
dei templi. Hazrek, nota come Hatarikka nelle fonti assire e
Hadrach nella Bibbia, fu poi conquistata divenendo sede del governatorato
assiro nel 738 a.C.
Tell Afis è oggi un tell di 570x500 m. con larga acropoli
ed estesa città bassa; attualmente nella provincia di
Idlib si raggiunge dall'autostrada a nord di Saraqeb. I primi
scavi vi sono stati realizzati dall'Università di Roma
nel 1970, 1972, 1978 e sono stati continuati dal 1986 dall'Università
di Pisa, in collaborazione con le università di Roma,
'la Sapienza' e Bologna. Aree di scavo sono state aperte nella
città bassa meridionale (D), sulle mura settentrionali
(B,F), lungo il pendio occidentale dell'acropoli (E) e sull'acropoli
(A,G,J,L). |