LABORATORIO DI FOTOGRAFIA ED ELABORAZIONE DIGITALE DELLE IMMAGINI
MANUALI E GUIDE ON LINE
"SIRIA 98, IMMAGINI NEL TEMPO"(appunti di viaggio), Pisa Genaio1999
 Copyright © 1999 - 2001 Fausto Gabrielli - Dipartimento di Scienze Archeologiche - Pisa
Il nord della Siria
Aleppo 
 Lo scavo di Tell Afis e la piana del Jazr
Ebla 
Aleppo
Aleppo è la seconda città siriana per importanza e per grandezza, si trova nel settentrione del Paese ed ha un passato talmente intrigante da non riuscire talvolta a distinguere la realtà dalla leggenda. La sua posizione proprio all'incrocio della Mezzaluna Fertile con la strada che conduce dal deserto alla catena di monti lungo la costa, punto di unione tra il basso corso del fiume Oronte e la valle del fiume Eufrate, le ha permesso sin dai tempi più remoti di essere attivissima negli scambi e nei commerci, di usufruire - nel bene e nel male - del passaggio di popolazioni diversissime fra loro. Ad Aleppo sono stati rinvenuti resti che fanno risalire la sua nascita al III° millennio a.C. Nel XVII° secolo a.C. Aleppo fu capitale del grande regno di Yamhad, al centro di commerci che includevano la Mesopotamia, l'Anatolia e il Mediterraneo. Venne presa dagli Ittiti, poi dagli Urriti, dagli Egizi e tornò sotto il dominio ittita. Seguirono le invasioni degli Assiri, dei Babilonesi, dei Medi e dei Persiani, finché Seleuco Nicatore non la fondò col nome di Boroea. Prima distruzione ad opera dei Persiani che la sottrassero ai Bizantini, i quali riuscirono a riconquistarla ed a ricostruirla, questa volta sotto Giustiniano che la volle più forte e inattaccabile dietro alte mura. La venuta degli Omayyadi fu positiva, poiché la arricchirono di monumenti, ma subentrarono nuovamente i Bizantini nel 962 che la rasero al suolo. Di nuovo araba tra il 1146 ed il 1174 Aleppo venne modificata, più o meno come si presenta oggi. Furono costruite la Cittadella, la Grande Moschea, scuole coraniche e tanti souk, tutto cinto da alte e forti mura, che la difesero dai successivi attacchi. Nel 1822 si verificò un grave terremoto che uccise il sessanta per cento della popolazione; nemmeno ciò scoraggiò i suoi abitanti, i quali risorsero per consegnare all'inizio del secolo un grande polo dell'industria tessile, il più importante della Siria. Ancora oggi la Cittadella appare circondata da un ampio fossato, racchiusa entro i bastioni che si aprono in un solo, magnifico portone, decorato con serpenti intrecciati, teste di leoni e iscrizioni cufiche, e seguito da cinque porte blindate disposte a zigzag. Nella Cittadella sono ancora visibili le tracce del terremoto, che i restauri non hanno del tutto sanato. Si possono visitare la Piccola e la Grande Moschea, parti del Palazzo reale ed i bagni pubblici. Di grande suggestione è la Medina di Aleppo, la città araba imperniata sul souk coperto, affascinante intreccio di stradine dagli odori e dai colori caratteristici. Lì vicino sorgono l'antica madrasa al -Muqaddamiyah, la più antica scuola coranica di Aleppo, la Moschea Baharamiyah e il Khan al-Jumruk, il massimo caravanserraglio dell'antica città. Accanto al souk, a sinistra, si erge la Grande Moschea, fondata ai primi tempi dell'Islam e più volte ricostruita, tanto che oggi si presenta con un'influenza architettonica di chiara origine mamelucca, solo il minareto è originale e risale al 1090. Un luogo molto suggestivo ad Aleppo è il quartiere al-Jadidah, residenza della ricca borghesia cristiana di origine armena, dove le case sono finemente decorate e sorgono spesso al centro di ampi giardini curati ornati anche da grandi vasche. Qui si trovano alcuni negozi di antiquariato e molte chiese cristiane. Se si visita Aleppo non si può mancare di andare al museo archeologico, vicinissimo alla stazione dei pullman, che illustra 5.000 anni di storia siriana e mediorientale. Vi sono esposte la celebre statua della dea con vaso dalle acque zampillanti proveniente da Mari, le tavolette incise a caratteri cuneiformi di Ebla, sculture aramaiche di Tell Halaf, ma anche resti provenienti un po' da tutto il Paese, tra i quali sculture neo-ittite, avori, gioielli d'oro di antichissima fattura e tanto altro ancora, un vero e proprio tesoro da non perdere. Aleppo è uno dei luoghi più interessanti della Siria, piena di storia e di ricordi, una vera e propria esplorazione del passato. E' fortemente araba, per l'architettura e per i suoi usi, e risulta pertanto molto vivace, suggestiva, colorata e densa di atmosfera.
 
 Lo scavo di Tell Afis e la piana del Jazr
La piana del Jazr, importante crocevia tra Antiochia ed Aleppo, occupa un basso bacino alluvionale del settore nord-orientale della provincia di Idlib, interamente votato, oggi come nel passato, all'agricoltura e popolato di villaggi, fattorie e fortezze. La regione corrisponde alla Nukhashe delle fonti ittite e siriane del XIV-XIII secolo a.C. ed alla Lukhuti/Lu'ash delle fonti assire ed aramaiche del I millennio. Nel Medioevo, secondo lo storico Ibn Shaddad, faceva parte del Jund di Qinnisrin.
Tell Afis ne fu il primo centro protourbano fortificato e in momenti diversi la capitale regionale. Lo storico arabo Ibn al-Qalanisi ne ricorda l'ardua conquista da parte di Nur ed-Din, nell'aprile del 1153 (548 Egira). Nel 1616 vi si fermò il viaggiatore umanista Pietro della Valle. Nel 1903 il console francese H. Pognon vi rinvenne i frammenti di una stele, oggi conservata al Louvre, con l'immagine di un sovrano drappeggiato ed una lunga iscrizione aramaica che permise di identificare Tell Afis nella città di Hazrek, capitale nell'800 a.C. Dedicata al dio Iluwer, la stele ricorda come, con il favore del dio Baalshamin, Zakkur, re di Hamath e Lu'ash, liberò la città dall'assedio di una coalizione di re siriani, tra cui il re di Aram, Bar-Hadad, vantandone poi la ricostruzione delle mura e dei templi. Hazrek, nota come Hatarikka nelle fonti assire e Hadrach nella Bibbia, fu poi conquistata divenendo sede del governatorato assiro nel 738 a.C.
Tell Afis è oggi un tell di 570x500 m. con larga acropoli ed estesa città bassa; attualmente nella provincia di Idlib si raggiunge dall'autostrada a nord di Saraqeb. I primi scavi vi sono stati realizzati dall'Università di Roma nel 1970, 1972, 1978 e sono stati continuati dal 1986 dall'Università di Pisa, in collaborazione con le università di Roma, 'la Sapienza' e Bologna. Aree di scavo sono state aperte nella città bassa meridionale (D), sulle mura settentrionali (B,F), lungo il pendio occidentale dell'acropoli (E) e sull'acropoli (A,G,J,L).
     
Ebla 
Antica città della Siria settentrionale scoperta nel 1968 da una missione archeologica italiana, diretta da Paolo Matthiae, a Tell Mardikh, un'altura a 60 km a sud di Aleppo. Nel 1975 furono portati alla luce gli archivi reali di Ebla, comprendenti oltre 14.000 iscrizioni su tavolette d'argilla risalenti al periodo compreso tra il 2500 e il 2200 a.C. Scritte in caratteri cuneiformi dai sumeri della Mesopotamia e adattate alla lingua degli abitanti semitici di Ebla ci rivelano come la città fosse un importante centro commerciale governato da un re eletto da un'aristocrazia di tipo mercantile. La civiltà di Ebla era così fiorente da rivaleggiare con quelle dell'Egitto e della Mesopotamia.