LABORATORIO DI FOTOGRAFIA ED ELABORAZIONE DIGITALE DELLE IMMAGINI
MANUALI E GUIDE ON LINE
"SIRIA 98, IMMAGINI NEL TEMPO"(appunti di viaggio), Pisa Genaio1999
 Copyright © 1999 - 2001 Fausto Gabrielli - Dipartimento di Scienze Archeologiche - Pisa
 La siria del sud
Damasco 
Bosra

Damasco
La capitale della Siria è anche la città più grande ed abitata nel paese. Il suo nome significa "la terra dell'acqua" e basta guardarla per capirne i motivi. Damasco sorge nell'oasi Ghutah su un altopiano a 690 metri di altitudine, ai piedi della catena dell'Antilibano, una specie di smeraldo incastonato nell'arido deserto che la circonda, originato dal prezioso fiume Barada. L'oasi di Damasco da sempre è stata luogo naturale di insediamenti umani, forse già durante il periodo aramaico; in seguito fu preda dei Faraoni d'Egitto, guerreggiò contro il re Davide d'Israele, vide passare Assiri e Persiani, generali di Alessandro il Macedone, Nabatei e Romani. Sulla via di Damasco Saulo di Tarso ebbe la folgorazione e da persecutore di cristiani divenne esponente della neonata religione, sempre a Damasco il futuro San Paolo iniziò a predicare. Nel II° secolo Adriano la dichiarò metropoli, ed in seguito venne abbellita. Con l'avvento dell'Islam Damasco diventò capitale del califfato, ma seguì un lungo periodo di oscuro declino che durò qualche decennio. Furono gli Egiziani a restituirle fasto e ruolo di capitale siriana che con alterne vicissitudini ha mantenuto fino ad ora. La città vecchia ha indubbiamente un'impronta araba, che affiora nei tanti monumenti immersi nei brulicanti souk. La Moschea degli Omayyadi è bellissima, la sua costruzione su un suolo dedicato da tremila anni al culto impiegò un decennio di lavoro. L'ingresso principale è la Bab al-Barid, ma i turisti devono utilizzarne un altro, a pagamento, lasciare fuori le scarpe ed avvolgersi in appositi mantelli. Tutto il complesso è grandioso, con tanti mosaici. C'è la sala della preghiera, il cortile con la cupola della fontana per le abluzioni, la "cupola del tesoro", cioè il bellissimo Bayt al-Mal, un padiglione ottagonale. Vicine alla Moschea una serie di scuole coraniche: la madrasa Adiliyab che oggi è sede dell'Accademia Araba; la madrasa Zahiriyah, casa del padre del Saladino con interni magnifici; la madrasa Aziziyah, che ospita il Museo del Saladino con le spoglie del sovrano. Nelle antiche mura è racchiusa la Cittadella eretta nel 1079 e poi ricostruita nel 1202. Dotata di abitazioni, moschea e bagni era assolutamente autonoma, adatta per resistere agli assedi. I Turchi nel 1516 la trasformarono in caserma e in prigione. Gli altri monumenti e musei principali della vecchia Damasco si trovano fra la Grande Moschea e la Cittadella: caravanserragli, mercati, porte enormi, cappelle cristiane. La parte nuova di Damasco invece comprende la moschea Takieh es Sulaynanieh costruita sulla riva del Barada ed alcuni musei, fra i quali il Museo Archeologico Nazionale. Conserva una delle più importanti collezioni archeologiche del Medio Oriente dal III° millennio a.C. al XVIII° secolo d.C. Si trovano oggetti provenienti da Mari, da Ugarit, da Palmira e dipinti di Dura Europos, ma anche mosaici e sculture di arte cristiana. Un settore è dedicato all'arte islamica ed espone armi damaschinate, strumenti chirurgici, oggetti di vetro, metallo e legno, terrecotte e Corani del XIII° secolo. Anche i dintorni di Damasco sono belli ed interessanti: la stazione climatica di Zabadani, Bludan, un paese circondato da sorgenti e cascate, il monastero-acropoli di Saydanaya, le costruzioni cubiche dipinte a colori pastello di Maalula. Damasco ed il sud della Siria sono intriganti per i paesaggi, per i ricordi storici, per i colori vari ed inaspettati, per le architetture a volte strane ed anche per la simpatia degli abitanti, per le lunghe contrattazioni coi mercanti che sottopongono la merce con calma inaudita, alternando agli oggetti i bicchieri di tè da assaporare lentamente, per sentirne meglio il gusto. Impossibile lasciare la città senza un broccato, un ricamo, un legno dipinto o un vetro soffiato, è qualcosa che accompagna durante il ritorno.
     
Bosra 
Centro particolarmente importante sotto i Nabatei fin dal II sec. a.C., epoca in cui, seconda solo a Petra, controllava le vie commerciali che collegavano l'Egitto e la penisola arabica all'area egea, Bosra passò in seguito nelle mani dei Romani. Nel 106 d.C. l'imperatore Traiano fece della città la capitale della provincia romana d'Arabia. Dopo la caduta dell'Impero romano Bosra rimase un importante centro di irradiazione della religione cristiana fino alla conquista araba. Bosra rimase a lungo una tappa privilegiata delle carovane dei pellegrini che si recavano alla Mecca e a Medina, luoghi santi dell'Islam. La decadenza iniziò nel sec. XIII, con la prima ondata delle invasioni mongole.
L'eccezionale interesse di Bosra è riposto soprattutto nella cittadella araba fortificata che ingloba il teatro romano, ancora quasi intatto. Dal 1980 l'antica Bosra è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell'Umanità.