|
La capitale della Siria è anche
la città più grande ed abitata nel paese. Il suo
nome significa "la terra dell'acqua" e basta guardarla
per capirne i motivi. Damasco sorge nell'oasi Ghutah su un altopiano
a 690 metri di altitudine, ai piedi della catena dell'Antilibano,
una specie di smeraldo incastonato nell'arido deserto che la
circonda, originato dal prezioso fiume Barada. L'oasi di Damasco
da sempre è stata luogo naturale di insediamenti umani,
forse già durante il periodo aramaico; in seguito fu preda
dei Faraoni d'Egitto, guerreggiò contro il re Davide d'Israele,
vide passare Assiri e Persiani, generali di Alessandro il Macedone,
Nabatei e Romani. Sulla via di Damasco Saulo di Tarso ebbe la
folgorazione e da persecutore di cristiani divenne esponente
della neonata religione, sempre a Damasco il futuro San Paolo
iniziò a predicare. Nel II° secolo Adriano la dichiarò
metropoli, ed in seguito venne abbellita. Con l'avvento dell'Islam
Damasco diventò capitale del califfato, ma seguì
un lungo periodo di oscuro declino che durò qualche decennio.
Furono gli Egiziani a restituirle fasto e ruolo di capitale siriana
che con alterne vicissitudini ha mantenuto fino ad ora. La città
vecchia ha indubbiamente un'impronta araba, che affiora nei tanti
monumenti immersi nei brulicanti souk. La Moschea degli Omayyadi
è bellissima, la sua costruzione su un suolo dedicato
da tremila anni al culto impiegò un decennio di lavoro.
L'ingresso principale è la Bab al-Barid, ma i turisti
devono utilizzarne un altro, a pagamento, lasciare fuori le scarpe
ed avvolgersi in appositi mantelli. Tutto il complesso è
grandioso, con tanti mosaici. C'è la sala della preghiera,
il cortile con la cupola della fontana per le abluzioni, la "cupola
del tesoro", cioè il bellissimo Bayt al-Mal, un padiglione
ottagonale. Vicine alla Moschea una serie di scuole coraniche:
la madrasa Adiliyab che oggi è sede dell'Accademia Araba;
la madrasa Zahiriyah, casa del padre del Saladino con interni
magnifici; la madrasa Aziziyah, che ospita il Museo del Saladino
con le spoglie del sovrano. Nelle antiche mura è racchiusa
la Cittadella eretta nel 1079 e poi ricostruita nel 1202. Dotata
di abitazioni, moschea e bagni era assolutamente autonoma, adatta
per resistere agli assedi. I Turchi nel 1516 la trasformarono
in caserma e in prigione. Gli altri monumenti e musei principali
della vecchia Damasco si trovano fra la Grande Moschea e la Cittadella:
caravanserragli, mercati, porte enormi, cappelle cristiane. La
parte nuova di Damasco invece comprende la moschea Takieh es
Sulaynanieh costruita sulla riva del Barada ed alcuni musei,
fra i quali il Museo Archeologico Nazionale. Conserva una delle
più importanti collezioni archeologiche del Medio Oriente
dal III° millennio a.C. al XVIII° secolo d.C. Si trovano
oggetti provenienti da Mari, da Ugarit, da Palmira e dipinti
di Dura Europos, ma anche mosaici e sculture di arte cristiana.
Un settore è dedicato all'arte islamica ed espone armi
damaschinate, strumenti chirurgici, oggetti di vetro, metallo
e legno, terrecotte e Corani del XIII° secolo. Anche i dintorni
di Damasco sono belli ed interessanti: la stazione climatica
di Zabadani, Bludan, un paese circondato da sorgenti e cascate,
il monastero-acropoli di Saydanaya, le costruzioni cubiche dipinte
a colori pastello di Maalula. Damasco ed il sud della Siria sono
intriganti per i paesaggi, per i ricordi storici, per i colori
vari ed inaspettati, per le architetture a volte strane ed anche
per la simpatia degli abitanti, per le lunghe contrattazioni
coi mercanti che sottopongono la merce con calma inaudita, alternando
agli oggetti i bicchieri di tè da assaporare lentamente,
per sentirne meglio il gusto. Impossibile lasciare la città
senza un broccato, un ricamo, un legno dipinto o un vetro soffiato,
è qualcosa che accompagna durante il ritorno. |
Centro particolarmente importante sotto
i Nabatei fin dal II sec. a.C., epoca in cui, seconda solo a
Petra, controllava le vie commerciali che collegavano l'Egitto
e la penisola arabica all'area egea, Bosra passò in seguito
nelle mani dei Romani. Nel 106 d.C. l'imperatore Traiano fece
della città la capitale della provincia romana d'Arabia.
Dopo la caduta dell'Impero romano Bosra rimase un importante
centro di irradiazione della religione cristiana fino alla conquista
araba. Bosra rimase a lungo una tappa privilegiata delle carovane
dei pellegrini che si recavano alla Mecca e a Medina, luoghi
santi dell'Islam. La decadenza iniziò nel sec. XIII, con
la prima ondata delle invasioni mongole.
L'eccezionale interesse di Bosra è riposto soprattutto
nella cittadella araba fortificata che ingloba il teatro romano,
ancora quasi intatto. Dal 1980 l'antica Bosra è stata
inserita nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. |