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OGGETTI IN PIETRA SCHEGGIATAI manufatti ritrovati sono in larga parte non ritoccati, oppure sono minutamente sbrecciati ai bordi per l'uso o il calpestio; si tratta generalmente di schegge dalle dimensioni di 20-40 mm di lunghezza o addirittura inferiori. Gli strumenti ritoccati sono realizzati su lama o scheggia e anch'essi sono in prevalenza di piccole dimensioni (20-40 mm). |
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Le materie primeLe materie prime più sfruttate erano: |
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selce, tratta in prevalenza da ciottoli raccolti lungo i fiumi più che da blocchi estratti dalle formazioni geologiche originarie
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ossidiana, importata da Lipari e Palmarola, presente in piccola percentuale |
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ossidiana di Lipari |
ossidiana di |
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Tecniche di lavorazione |
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E' stato ritrovato un buon numero di nuclei (poliedrici, prismatici, piramidali), che sono stati scheggiati sia per pressione che per percussione diretta e indiretta. |
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Alcuni reperti presentano delle "lustrature", cioè zone in cui la superficie è divenuta particolarmente lucida per lo sfregamento con gli steli delle graminacee ricchi di silice. Si tratta per lo più dei cosiddetti "elementi di falcetto", strumenti litici di forma geometrica che venivano innestati su supporti in legno (o talora osso) per realizzare dei falcetti; talvolta si ritrova anche la traccia del mastice o bitume che fissava nel supporto lo strumento, in genere obliquamente, così da ottenere un tagliente seghettato. |
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CONFRONTIBuone analogie si riscontrano con i reperti trovati in altri siti della cultura della ceramica dipinta, soprattutto sul versante adriatico abruzzese e pugliese, come Passo di Corvo (Fg): anche qui, infatti, sono stati individuati elementi campignani ed è simile la frequenza di bulini, grattatoi e troncature. |
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