Clima e paesaggio durante il Quaternario
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Nel corso del lungo cammino dell'evoluzione umana il clima e
il paesaggio del nostro pianeta non sono rimasti fissi e immutabili.
Nel corso dell'ultima era geologica, nota come Quaternario (da 1,8 milioni di anni fa ad oggi), una serie continua di oscillazioni climatiche ha continuamente mutato il paesaggio, la fauna e la flora delle nostre regioni. Fasi fredde e aride si sono alternate a fasi decisamente più calde ed umide. Durante i periodi freddi o glaciazioni sulle Alpi e gli Appennini si formarono nuovi ghiacciai e quelli già esistenti si estesero sino a lambire, in Italia Settentrionale, la stessa pianura Padana. |
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| Variazione del paesaggio durante le oscillazioni climatiche dell'ultimo periodo glaciale in una località della Francia meridionale. |
L'impatto antropico
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Nel corso del Paleolitico e del Mesolitico l'impatto
antropico sull'ambiente fu decisamente modesto anche se la caccia
intensiva ad alcune specie di animali, come il cervo, la renna
o lo stambecco, causò sicuramente degli squilibri, che
venivano però rapidamente ripristinati dagli stessi processi
naturali. Solo con il Neolitico e la successiva Età dei Metalli l'impatto antropico si fece via via più marcato. L'edificazione di villaggi stabili, la necessità di legno per le costruzioni, di pascoli per l'allevamento e di campi per le coltivazioni portarono ad un progressivo disboscamento che modificherà l'assetto vegetazionale e faunistico di intere aree. |
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Durante le glaciazioni le renne raggiunsero la Francia meridionale, mentre camosci, stambecchi e marmotte scesero a quote molto basse. |
Il popolamento montano
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L'uomo popolò la montagna ogni qualvolta la situazione
ambientale glielo permise. Tra i 50 e i 30.000 anni or sono una serie di fasi a clima temperato venne in parte a coincidere con la diffusione dell'uomo moderno e della sua cultura, l'Aurignaziano, i cui resti si ritrovano anche a quote elevate. |
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Una nuova fase particolarmente fredda limitò nuovamente la frequentazione montana. Solo attorno ai 15.000 fa gli ultimi cacciatori-raccoglitori del Paleolitico superiore e del Mesolitico ripopoleranno nuovamente le aree alpine e appenniniche interne, seguendo il progressivo spostamento della selvaggina. Sepoltura mesolitica di Mondeval de Sora (Belluno), posta a 2.150 metri sopra il livello del mare. 8.000 anni fa circa. |
| Con il Neolitico e soprattutto a partire dall'Età del Rame la montagna diverrà luogo di pascoli e di transumanza. |
Pascolo alpino; «Mezzogiorno sulle Alpi» di Giovanni Segantini.
Asce neolitiche in pietra verde da Gaione Catena (Emilia-Romagna). Gli attrezzi da carpenteria, costituiti prima da asce e accette in pietra e poi in rame e bronzo, sono tra gli strumenti più caratteristici del Neolitico e della successiva Età dei Metalli || Presentazione | La mostra | Monte di Lama | Profilo geologico | I manufatti in pietra scheggiata |
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