Premessa

Il territorio della Valle del Ceno presenta una notevole varietà di rocce, affioranti in ampi spaccati naturali, la cui origine è legata all'apertura, nel Triassico superiore (circa 220 milioni di anni fa), ed alla successiva scomparsa, dal Cretaceo medio (circa 107 milioni di anni fa), di un oceano che separava i continenti paleoafricano e paleoeuropeo.  

Il gruppo di M. Lama è situato a Nord Ovest di Bardi. E' una dorsale quasi continua, articolata, con poche variazioni di quota; inizia a Sud-Est con la cima conica di M. Crodolo (m 1256) ed arriva fino al lungo groppone di M. Lama propriamente detto, culminante a m 1345. Due grandi appendici sono il M. Menegosa (m 1356, a Nord) ed il Groppo di Gora (m 1302, ad Est).

Monte Lama. Campione di diaspro-radiolarite della varietà più vetrosa, prescelta in epoca preistorica per la preparazione di strumenti

 

 

 

 

 

Introduzione alla geologia di M. Lama

Le pendici di M. Lama permettono di riconoscere, dal basso verso l'alto, due tipi di rocce sedimentarie caratterizzate da una elevatissima durezza e che in questa zona mostrano la più importante estensione areale di tutta la regione Emilia-Romagna:
a) calcari marnosi a grana fine di colore grigio-chiaro, fittamente stratificati, frattura concoide o scheggiosa, con liste di selce grigio-azzurra. Età: Cretacico inferiore, circa 130 milioni di anni fa.

b) una fitta alternanza di straterelli di colore variabile prevalentemente bruno rossastro, a viola, verde a seconda dello stato ossidato o ridotto delle impurità presenti al proprio interno. Nel caso del colore rossastro, prevalgono le impurità ferrose tipo ematite. La frattura è concoide o scheggiosa e numerose sono le spalmature scintillanti di minuscoli cristalli di quarzo e patine manganesifere responsabili degli effetti iridescenti osservabili sulle superfici degli strati.
Età: Giurassico superiore, circa 156 milioni di anni fa.

Entrambe queste rocce derivano dall'accumulo rispettivamente da gusci di carbonato di calcio (Tìntinnidi) e da gusci silicei (Radiolari) di organismi marini unicellulari sul fondale di un antico oceano, denominato Ligure-Piemontese, centinaia di milioni di anni fa che il tempo ha successivamente consolidato trasformando in rocce dure e compatte. I nostri progenitori si sono accorti di queste preziose caratteristiche e hanno utilizzato il diaspro e la selce contenuta nei calcari come materia prima per la produzione di utensili litici. Il passaggio, che generalmente risulta coperto dalla vegetazione e dal detrito, tra queste due tipi di rocce è netto e lo si può osservare in prossimità del luogo di scavo lungo il torrente.

Monte Lama. Calcari a Calpionelle con disegni "ad albero" (dendriti) dovuti alla diffusione di particolari ossidi metallici (Manganese) entro fratture

 

 

 

 

 

 

Esempio di emergenza ofiolitica alle pendici del Lama: la Rocca di Case Pietranera (Bardi)

 

 

 

 

 

 

 

Nel settore orientale della sommità di M. Lama sono presenti, all'interno di una matrice argillosa, alcuni rilievi ofiolitici del periodo giurassico (circa 170 milioni di anni fa) e tra questi il più importante è il Colle Castellaccio. Relativamente raro nel panorama regionale l'ambiente ofiolitico nella Valle del Ceno risulta particolarmente abbondante e può rinvenirsi in singoli blocchi (Berlini, Pietranera, rocca del castello di Bardi) o in complessi più estesi (M. Penna, M. Maggiorasca, M. Ragola, M. Nero). Ricco di fascino per la loro aspra bellezza la particolare composizione chimica ne determina un ambiente estremo, del tutto improduttivo per un utilizzo agricolo. Anche il colore scuro della roccia contribuisce, durante il periodo estivo, a rendere l'ambiente particolarmente inospitale. Tutto questo però diventa particolarmente importante dal punto di vista botanico per la specializzazione floristica rappresentando vere e proprie isole di diversità biologica.. Per la loro scarsa erodibilità le ofioliti emergono in rilievo rispetto alle rocce circostanti, solitamente di natura argillosa, rappresentando dei luoghi di importanza strategica naturalmente deputati al controllo del territorio (per tal motivo furono, ad esempio, sedi preferenziali per castelli medievali: Rocca Lanzona, Rocca Varsi, Pietra Mogolana, Rocche di Drusco, Pietra Cervara, ecc.).
L'insieme di queste rocce (dal basso verso l'alto calcari marnosi, diaspri e ofioliti) costituiscono attualmente sul M. Lama una successione rovesciata rispetto a quella che avevano in origine all'atto della loro formazione. A causa di quelle complesse vicissitudini che hanno portato alla formazione della catena appenninica, la sequenza è stata infatti successivamente capovolta fino ad occupare la posizione attuale, dove troviamo rocce sempre più antiche salendo invece che scendendo di quota.
Pur di eccezionale interesse, la geologia di Monte Lama costituisce un tassello di un mosaico ben più ricco e complesso, di cui fanno parte numerose altre realtà sia naturali (floro/faunistiche) che umane (archeologiche). Concentrare l'attenzione sul M. Lama serva a tutti per ricordare che tali patrimoni di conoscenze debbono essere protetti e tramandati intatti alle generazioni future.

 

Monte Lama: contatto Maioliche (Calcari a Calpionelle) - Diaspri

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