Monte di Lama come archivio del tempo

Monte di Lama è sicuramente una delle più importanti località dell'Appennino ligure-emiliano per l'approvvigionamento di materie prime silicee e per questo motivo fu frequentato, limitatamente ai periodi più caldi, per tutto il corso della preistoria.
Rappresenta per questo motivo una sorta di imponente archivio del tempo, una sorta di libro scritto dalla natura e dalla storia e in gran parte ancora sepolto, di cui conosciamo, per ora, solo alcune pagine.
I dati esposti sono solo i primi risultati di un progetto didattico-scientifico che verrà portato avanti nei prossimi anni.

 
Ipotesi di diffusione del diaspro di Monte di Lama durante il Paleolitico Medio (blu) e il Paleolitico superiore (rosso).
Manufatti confezionati con un diaspro molto simile a quello affiorante a Monte di Lama sono stati trovati in siti distanti decine di chilometri, a Finale Ligure, nei livelli musteriani dell'Arma delle Manie, e nei depositi del Paleolitico superiore delle
Caverne dei Balzi Rossi, a Ventimiglia.

Obiettivi scientifici 

Nuovi scavi e ricognizioni permetteranno di gettare nuova luce sull'estinzione dell'Uomo di Neandertal e la diffusione dell'Uomo moderno, approfondendo gli aspetti della loro vita e il loro rapporto con il territorio durante le oscillazioni climatiche dell'ultima fase glaciale.

 
Lo scavo archeologico del Riparo Sud in Valle di Lagorara (Maissana, La Spezia) dove è stata scoperta un'officina dell'Età del Rame/Bronzo antico molto simile a quella di Ronco del Gatto.

Il Monte Penna, dalla cui cima si può scorgere il mare, visto da località Ronco del Gatto.

I frammenti carboniosi trovati nei sondaggi consentiranno di ottenere, attraverso il metodo di datazione con il C14, una cronologia precisa della frequentazione dei siti.

Lo studio degli accampamenti mesolitici, localizzati sui crinali, e delle officine dell'Età del Rame/Bronzo antico forniranno ulteriori dati e informazioni, integrando i ritrovamenti fatti in altre zone dell'Appennino ligure-emiliano e toscano. 

Valorizzazione e attività didattico-culturali 

 
Grande coppella scavata nella roccia e verosimilmente attribuibile all'Età del Bronzo. Rocca di Varsi; Val di Ceno.
I risultati delle scoperte scientifiche che via via andranno a completare il quadro della storia del popolamento del territorio della Valle del Ceno permetteranno di realizzare mostre tematiche e di arricchire l'eventuale creazione di un locale museo del territorio.
Conferenze rivolte ai cittadini e una proficua attività didattica nelle scuole faranno partecipe la popolazione, nel modo più chiaro possibile, dei risultati della ricerca archeologica.
Percorsi archeologico-naturalistici
saranno infine l'occasione per conoscere direttamente le località più significative di Monte di Lama e del suo comprensorio.
 

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Il rapporto uomo ambiente e il popolamento montano | Nuove scoperte a Monte di Lama:
lo scavo in località Ronco del Gatto
| Prospettive di ricerca e di valorizzazione ||